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08 gennaio 2019

AISCAT / Superstrada Pedemontana Veneta: la verità

A commento degli articoli di stampa sul tema dell'apertura all'esercizio della Superstrada Pedemontana Veneta, l'AISCAT ritiene opportuno chiarire gli aspetti fondamentali della questione.

Prima di tutto, le modalità di interconnessione nell'esazione dei pedaggi non sono una responsabilità di Autostrade per l’Italia, in quanto la rete autostradale italiana a pedaggio è costituita da oltre venti concessioni, gestite da diverse società concessionarie che hanno da decenni condiviso le modalità di esazione per consentire agli utenti di non doversi fermare al termine di ogni tratto in concessione per il pagamento del pedaggio; soluzione questa peraltro esplicitamente richiesta dalla legge 531 del 12 agosto 1982.

Gli accordi, le procedure e le specifiche tecniche sulla base delle quali queste modalità di esazione sono basate sono state condivise ed approvate dalle Istituzioni concedenti (l'ANAS fino al passaggio del ruolo di concedente al MIT) con le quali il dialogo è continuo; al momento sono in corso con il concedente MIT le interlocuzioni per ulteriori allineamenti del sistema a norme UE.

Le modalità e le tecnologie di esazione non sono pertanto di una o dell'altra concessionaria, né sono state in alcun modo imposte, ma sono state condivise, finora senza alcun problema e consentendo anche di recente l'ingresso di nuove autostrade a pedaggio sulla rete interconnessa; basti pensare all’apertura, avvenuta senza problemi, delle società Asti-Cuneo, CAV, BREBEMI, TEEM.

Le tecnologie non sono assolutamente il nocciolo del problema, in quanto queste sono note e condivise; a riprova, le concessionarie autostradali italiane sono anche pronte all'avvio del Servizio Europeo di Telepedaggio che consente a fornitori europei di offrire il servizio di telepedaggio ai loro clienti sulla rete italiana.

Ciò che tutte le società che gestiscono la rete interconnessa hanno accettato sono invece procedure di garanzia, legali, amministrative, finanziarie, che consentono in tempo praticamente reale il calcolo condiviso del pedaggio e, alle scadenze di fatturazione, la corretta ripartizione del pedaggio tra le concessionarie; queste procedure includono oltre alla normale operatività meccanismi di prevenzioni delle frodi, di soluzione di eventuali anomalie, il tutto tra l'altro nella garanzia del servizio prestato all'utente. L'applicazione di queste procedure comporta alcuni vincoli non tanto nelle tecnologie (se non in quelle relative al biglietto di pedaggio, ed a quelle codificate in standard europei per il telepedaggio) ma piuttosto nelle modalità di applicazione.

Proprio in ragione della nota complessità di tali procedure, e delle conseguenti necessità in termini di adeguamenti informatici, già dal 2016, data a cui risalgono i primi contatti informali tra alcune concessionarie e SPV, era stato segnalato a SPV stessa di avviare con largo anticipo il relativo iter. L'iter è stato purtroppo invece avviato compiutamente solo nella seconda parte del 2018, e senza che fossero state condotte dalla concessionaria le necessarie analisi preliminari sulle problematiche principali del tema dell’interconnessione; tra queste, non è stato avviato il processo, richiesto fin dal 2010 da apposito Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di registrazione ai fini del Servizio Europeo di Telepedaggio, passaggio necessario per interagire con i fornitori europei di servizio di telepedaggio.

A partire da settembre 2018, data di avvio dei colloqui tecnici, diverse soluzioni sono state esaminate con SPV per superare l’evidente difficoltà di garantire un sistema adeguato nei tempi previsti; tra queste, anche l’utilizzo, transitorio, di servizi di una concessionaria limitrofa, e in tal senso sono state condotte analisi tecniche, con anche visite agli impianti; solo successivamente SPV ha deciso per la gestione in completa autonomia. Appare quindi improprio imputare ad Aiscat, o alle concessionarie autostradali italiane, le difficoltà di attivazione della nuova stazione.

In ogni caso le necessarie attività sono state avviate da ambo le parti e il lavoro procede con l'obiettivo comune di giungere il più rapidamente possibile all'apertura della stazione di SPV.

Sul pedaggio si basa l'esistenza stessa delle concessioni, e gli utenti hanno diritto a corrette, puntuali e semplici modalità di pagamento; questi obiettivi sono stati finora applicati con successo lungo la rete autostradale italiana e verranno applicati anche nel caso della Superstrada Pedemontana Veneta. Il lavoro in corso garantirà peraltro una agevole apertura anche degli ulteriori tratti in programmazione da parte di Superstrada Pedemontana Veneta poiché tutte le procedure una volta messe a punto vengono semplicemente replicate per le altre stazioni di pedaggio.

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