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22 febbraio 2008

AISCAT: E’ NECESSARIO INTERPRETARE CORRETTAMENTE I DATI SULLA SICUREZZA STRADALE IN EUROPA

Con riferimento alle recenti affermazioni del Consiglio europeo sulla sicurezza dei trasporti (ETSC - European Transport Safety Council), l’AISCAT si vede purtroppo costretta a dover evidenziare ancora una volta come una presentazione semplicistica e approssimata di dati e indagini statistiche possa condurre ad un’errata informazione e alla diffusione di notizie spesso fuorvianti.

Rincresce infatti dover rilevare che una prima analisi dei dati su cui si basa il comunicato di ETSC evidenzi una sostanziale disomogeneità degli stessi e delle fonti di riferimento che, soprattutto nel caso dei valori di traffico considerati, dovrebbero invece essere oggetto di valutazioni e approfondimenti ben più accurati.

Ciò dispiace ancor di più perché si riconosce il lavoro svolto da anni da ETSC, di cui l’AISCAT è stata uno dei principali interlocutori, partecipando in maniera fattiva e collaborativa a molte delle iniziative organizzate dal Consiglio e condividendone gli obiettivi.

Proprio in virtù di quanto riconosciuto dallo stesso ETSC a proposito della sicurezza intrinseca delle autostrade e delle migliori performance rispetto alle altre tipologie stradali, si sottolinea pure la mancanza di ogni riferimento al ruolo degli utenti e al loro comportamento come elemento fondamentale nella riduzione dei livelli di incidentalità e mortalità.
Al riguardo, una prova inconfutabile è costituita da tutti gli interventi messi in atto dai concessionari autostradali italiani in tal senso (come ad esempio quelli per assicurare il rispetto dei limiti di velocità), che hanno condotto a un consistente miglioramento degli indicatori principali di sicurezza e, in particolare, della mortalità sia in termini di valore assoluto che di rapporto tra numero di morti e flussi veicolari.

Infatti, come anche registrato da analisi della stessa ETSC, purtroppo non raccolte dalla stampa, sulla rete autostradale a pedaggio italiana si è avuta - nel periodo 2001-2006 - una riduzione dei decessi del 24% circa e una riduzione in termini di tasso di mortalità pari al 32%, tanto da essere l’unico sistema stradale in Italia perfettamente in linea con l’obiettivo fissato nel Libro Bianco sui Trasporti della UE di dimezzamento entro il 2010 del numero dei morti per incidente. I dati di preconsuntivo del 2007 segnalano ulteriori importanti riduzioni.

Questi risultati evidenziano che le autostrade a pedaggio italiane applicano già i principi enunciati nell’iniziativa legislativa sulla sicurezza nella gestione delle infrastrutture stradali, attualmente all’esame del Parlamento e del Consiglio UE.

L’AISCAT ritiene però anche indispensabile una reale attenzione e un’iniziativa efficace da parte delle Autorità europee sui temi del comportamento alla guida e del rispetto delle norme, la cui mancata osservanza è, in pratica, alla base della totalità degli incidenti in autostrada.

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