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04 ottobre 2006

AISCAT - Consiglio Generale

Mozione del Presidente sulla posizione associativa in ordine alle previste modifiche normative riguardanti il settore autostradale

Il Consiglio Generale dell’AISCAT, presieduto dal dott. Fabrizio Palenzona, a fronte della disponibilità, più volte concretamente manifestata, a sedersi ad un tavolo comune con il Ministro Di Pietro, al fine di concordare possibili miglioramenti degli atti convenzionali, ha appreso con sconcerto dalla stampa che è stata avviata una radicale modifica delle attuali regole del settore autostradale mediante lo strumento del Decreto Legge collegato alla Legge Finanziaria.
Ciò appare quantomeno singolare specie per un settore così delicato, quale quello delle infrastrutture autostradali, che attualmente rappresenta l’ossatura portante dell’intero sistema trasportistico italiano. Il nostro settore, che ha piani di investimento in corso o in avvio per oltre trenta miliardi di Euro ha bisogno di certezza riguardo il sistema contrattuale, per garantire agli investitori e ai mercati finanziari la necessaria trasparenza per tutta la durata della concessione.
Il settore, come recentemente ribadito, è totalmente disponibile ad un sereno ed equilibrato confronto, scevro dalle criminalizzazioni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, ma non può assistere inerte ad uno stravolgimento legislativo delle regole alla base di contratti stipulati con lo Stato.
Contratti che, fino ad oggi, nessuna delle due parti ha mai disatteso, nella consapevolezza
che un disallineamento tra leggi e contratti in essere condurrebbe fatalmente ad un pesantissimo contenzioso di cui il Paese non ha certamente bisogno e che il settore ha già, purtroppo, sperimentato negli anni ’80 e ’90, con il conseguente blocco di tutti i lavori. Da tale contenzioso si è dovuto uscire addirittura con una legge (la cosiddetta Direttiva “Costa-Ciampi”).
L’art. 12 del D.L. appena varato come misura di accompagno della legge  finanziaria 2006 si caratterizza per il fatto di recare una “Nuova disciplina relativa agli aggiornamenti tariffari del settore autostradale e rafforzamento dei poteri regolatori dell’ANAS”.
Si tratta, dunque, di una misura che non presenta “a nostro avviso” i connotati della “necessità” ed  “urgenza” che debbono caratterizzare ogni provvedimento assunto con la forma decreto legge.
Si tratta di una disciplina che va ad incidere su rapporti contrattuali attualmente in essere, introducendo il principio dell’aleatorietà dei rapporti convenzionali con lo Stato, e che li modifica in senso peggiorativo ed indeterminato non solo per le Concessionarie, ma per l’intero sistema-Paese.
Le nuove regole, infatti, se applicate come proposto dal decreto legge, cambieranno significativamente il quadro di riferimento per gli investitori che, nell’incertezza, orienteranno le loro scelte di investimento verso altri settori.
Ne consegue uno scenario di grave incertezza e conseguente paralisi per quanto riguarda la realizzazione dei progetti infrastrutturali di cui l’Italia ha urgente bisogno.
Per anni si è parlato dell’esigenza di ridurre “il rischio amministrativo”, finora insito nelle concessioni di costruzione e gestione e nel project financing e gravante sostanzialmente sul partner privato. Il decreto legge toglie ogni speranza di ridurlo e, semmai, mette i potenziali investitori di fronte alla certezza che nel Paese non esistono più certezze.
Come dire che lo scenario si fa fosco, non solo per i concessionari, ma per tutte le forme di partenariato pubblico-privato in un momento di risorse pubbliche gravemente insufficienti e  in totale controtendenza rispetto agli indirizzi comunitari.
Pertanto il Consiglio Generale dell’AISCAT ritiene necessario reagire in tutte le sedi opportune, cominciando dal Parlamento.

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