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News e Comunicati

Roma, 6 febbraio 2002

Sicurezza sulla rete autostradale a pedaggio

L'AISCAT - Associazione Italiana delle Società Concessionarie di Autostrade e Trafori - manifesta tutta la sua perplessità sui dati relativi all'incidentalità e mortalità in autostrada che sarebbero stati forniti dall'ACI alla Commissione Lavori Pubblici del Senato, pur condividendo da tempo la necessità di adeguare la rete esistente che registra un arretrato infrastrutturale pauroso rispetto alla domanda di mobilità.
L'analisi della sicurezza stradale va effettuata, soprattutto quando si debba riferire ad organismi istituzionali, sottolineando correttamente le componenti del fenomeno.
Se infatti i dati ufficiali dell'ISTAT segnalano che sulla grande viabilità extraurbana (autostrade più strade statali) avviene il 15% dei sinistri e si verifica il 36% dei decessi, una più attenta lettura delle stesse statistiche evidenzia che, se si prendono a riferimento le sole autostrade italiane, nell'anno 2000 si è in realtà verificato su di esse il 6,3% degli incidenti, mentre i decessi sono solamente l'11,7% del totale nazionale.
Se limitiamo l'analisi alle sole autostrade a pedaggio, la percentuale dei decessi scende ulteriormente, al 9,3%.
Quanto alla tendenza del fenomeno, va sottolineato che, sempre sulle autostrade a pedaggio, i valori assoluti della mortalità hanno marcato sia nel 2000 che nel 2001 una tendenza alla diminuzione e che i tassi indice di questo fenomeno - riferiti quindi alla quantità di traffico, parametro fondamentale nelle analisi - hanno segnato dal 1991 al 2000 un decremento superiore al 34%.
Per quanto riguarda poi il 2001, i dati cumulati da inizio anno, a tutto ottobre, indicano una diminuzione dei morti in valori assoluti da 503 a 468 (-7%) e in termini di tassi un decremento del 10,7%.
A questi risultati fortemente positivi, che premiano l'impegno quotidiano, in termini di risorse umane e finanziarie dedicate alla gestione ed alla manutenzione da tutti i concessionari autostradali - impegno che continuerà in futuro - non è certamente estranea la maggiore Società europea, la Società Autostrade che, anche dopo la sua privatizzazione, ha continuato, intensificandola, la propria attività a favore della sicurezza, obbiettivo centrale e prioritario del core business aziendale.

 

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